15/06/2018

Dal trattato di Versailles (1919) al KZ Dachau (1933)

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Dopo la conclusione del progetto triennale 2014/2017, la rete delle scuole superiori della provincia di Cremona prosegue il percorso storico che, partendo dalla fine della prima Guerra Mondiale (1918), conduce alla affermazione del fascismo in Italia e del nazismo in Germania, fino a giungere alla nascita del sistema concentrazionario nazifascista con l’apertura di uno dei primi campi di concentramento, il KZ di Dachau, nel marzo 1933.
La rivoluzione d’ottobre in Russia nel 1917 e la fine della prima Guerra Mondiale, costata tra i sedici e i diciassette milioni di morti, hanno segnato la caduta dei tre grandi Imperi centro-orientali (l’Impero Russo degli Zar, l’Impero Austro-ungarico e l’Impero Ottomano dei Sultani turchi).
La definizione dei nuovi confini e gli spostamenti forzati di popolazione soprattutto nell’Europa centro-orientale, unitamente ai conflitti sociali interni ai Paesi e alla grave crisi economica del 1929, sono le tappe di quel drammatico processo storico che condurrà alla nascita delle dittature fascista in Italia (1922) e nazista in Germania (1933).
Alla fine del primo conflitto mondiale, il Regno d’Italia estende i propri confini alle Alpi settentrionali del Sud Tirolo, (denominato Alto Adige) con l’annessione a nord di Trento e ad est di Trieste, Gorizia e di parte della Dalmazia. Ma, se pur vincitrice, si diffonde nel Paese il mito nazionalista della “Vittoria Mutilata” che porterà, unito ai gravi conflitti sociali generati dalla crisi economica conseguente alla guerra, all’affermazione del fascismo mussoliniano con la marcia su Roma dell’ottobre 1922.
Undici anni più tardi, nel gennaio 1933, Adolf Hitler, leader del partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, è nominato cancelliere del Reich dall’ultimo presidente della Repubblica di Weimar, il maresciallo Paul von Hinderburg.
Dopo l’incendio a Berlino del Reichstag (1933), il decreto di “custodia protettiva” (Schutzhaft) autorizza la detenzione di tutti gli oppositori politici che sono così sottratti all’azione della Magistratura ordinaria e sottoposti unicamente alle autorità di polizia naziste. Questo atto è il punto di partenza di quel vastissimo sistema concentrazionario che inizierà a svilupparsi a partire dal 1933, con l’apertura in tutto il territorio tedesco di una settantina di luoghi di concentramento per gli oppositori politici (e non solo) tra i quali i quindici “campi delle paludi”, nella Germania Nordoccidentale e il kz nella fortezza di Ulm, città natale di Hans e Sophie Scholl, i giovani fondatori de “La Rosa Bianca”.
Nel marzo 1933, nei pressi di Monaco, città-chiave della storia del nazionalsocialismo, la stampa dà ampia notizia dell’apertura nella cittadina di Dachau del campo di concentramento destinato agli oppositori politici tedeschi. Il KZ di Dachau, per volontà dello stesso Himmler, è creato ex novo secondo un preciso progetto di sistema di detenzione ideato da Theodor Eicke, che diventerà Ispettore dei campi di concentramento nazisti.
La visita al Memoriale del KZ di Dachau sarà preceduta da accurati approfondimenti per comprendere il contesto socio-culturale che in poco più di un decennio, condurrà la Germania dalla Repubblica di Weimar al Nazionalsocialismo, alla costruzione del KZ di Dachau e ai crimini contro l’umanità di cui si resero responsabili, direttamente o indirettamente, milioni di persone (non solo tedesche).
Questa complessa tematica europea sarà oggetto di analisi e approfondimento nel corso di un seminario che si svolgerà a Cremona nel mese di novembre con la partecipazione di Gustavo Corni, storico, docente di storia contemporanea presso l’università di Trento e Carlo Saletti, storico, regista teatrale e studioso delle persecuzioni nazi-fasciste.
Anche la mostra storico-didattica sarà dedicata sia all’approfondimento della storia del KZ di Dachau e dei suoi sottocampi, sia alla storia dei giovani studenti dell’Università di Monaco del gruppo “La Rosa Bianca”. I giovani della Rosa Bianca invitano i tedeschi alla ribellione per salvare la libertà dell’Europa. I sei volantini scritti con grande coraggio (che costarono la vita a molti di loro), costituiscono un importante materiale di studio e di riflessione per le giovani generazioni.
Attraverso le loro parole gli studenti possono riflettere sulla grande attualità e importanza della difesa dei valori di dignità dell’essere umano, della libertà e della democrazia in Europa.
Il tema dell’Unione Europea verrà posto con grande rilievo al centro delle iniziative dedicate alla Giornata mondiale dei Diritti Umani, proclamata dall’ONU per ricordare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo approvata il 10 dicembre 1948 con l’incontro con Livio Senigalliesi, un importante fotoreporter che, con la sua macchina fotografica, ha raccontato le guerre e le atrocità che attraversano il nostro tempo.
La Giornata della Memoria sarà degnamente commemorata a Cremona, con la presenza di Liliana Segre, giovane adolescente di religione ebraica, con la “sola colpa di essere nata”, sopravvissuta di Auschwitz e attiva testimone della Shoah per trasmetterne la memoria alle nuove generazioni. A Crema l’incontro con il docente universitario, scrittore e studioso della deportazione e della Shoah, Frediano Sessi.
La Giornata del Ricordo sarà un’occasione di approfondimento storico-culturale della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, grazie alla presenza dello storico triestino Fabio Todero e della testimone dell’esodo Fiore Filippaz.
Il Viaggio della Memoria del mese di aprile 2018 avrà come meta il KZ di Dachau, aperto dal nazismo nel marzo del 1933 e liberato dalle truppe americane il 29 aprile 1945.
La visita al Memoriale de “La Rosa Bianca” presso l’Università di Monaco è un’altra tappa importante del Viaggio per l’alto valore che questi giovani seppero dare alle proprie vite, stroncate dalla ghigliottina nazista.
La visita ai luoghi storici, preceduta da un accurato lavoro di preparazione e seguita da una riflessione approfondita, costituisce un insostituibile strumento, oltre che di conoscenza, di crescita civile e di maturazione per i giovani che parteciperanno al viaggio.
Gli eventi che si sono verificati nel corso di questi ultimi anni in Europa mostrano chiaramente le difficoltà e i limiti che sta affrontando l’Unione Europea, ma ciò rappresenta un’ulteriore sfida per le scuole e le Istituzioni. La nostra responsabilità verso le giovani generazioni deve perciò vederci maggiormente impegnati a proseguire nello sforzo di coniugare memoria e vigilanza, conoscenza e consapevolezza dei rischi attuali per la convivenza civile e i valori
democratici.

prof.ssa Ilde Bottoli

Referente storico-didattica del progetto

dott.ssa Roberta Mozzi

Dirigente Scolastico Istituto capofila della rete