28/06/2016

CREARE PER RESISTERE
un violino per la Memoria e per la Pace

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I numerosi artisti, pittori, musicisti, scrittori, antinazisti tedeschi ed austriaci imprigionati in condizioni disumane nella ex fornace del villaggio di Les Milles, hanno saputo resistere attraverso la creazione di opere d’arte, conservando in questo modo la loro dignità di uomini, non annientati dalle orrende condizioni di prigionia a cui erano costretti da una Francia ormai dimentica, allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel settembre 1940, di Liberté, Egalité e Fraternité.

“E una mattina tutto era in fiamme,
E una mattina i roghi
Uscivan dalla terra,
Divorando esseri,
E da allora fuoco,
Da allora polvere da sparo,
Da allora sangue.
E per le strade il sangue dei bambini
Correva semplicemente, come sangue di bambini”.

Con questi versi del grande poeta Pablo Neruda, gli studenti hanno ricordato la guerra civile spagnola e i combattenti delle Brigate Internazionali, tra i quali molti italiani, rinchiusi nel camp des Milles.
Donne, uomini, bambini ebrei con la sola colpa di “essere nati”furono consegnati dallo Stato di Vichy ai nazisti per le camere a gas di Auschwitz nel 1942.
Davanti al Wagon du Souvenir, luogo doloroso del compiersi dell’atroce crimine contro “la razza ebraica”, i cento nomi di bambini, bambine, adolescenti ebrei partiti sui carri‐bestiame per essere sterminati ad Auschwitz sono stati pronunciati, uno ad uno, dalla voce dei nostri studenti, così come quelli dei diciassette “giusti tra le nazioni” che hanno trovato il coraggio di reagire, di resistere, salvando molte vite. Perché, come è scritto a chiare lettere nel sito‐ memoriale, “Ciascuno può reagire, ciascuno può resistere, ciascuno alla sua maniera”.
Nelle riflessioni di molti dei cinquecento giovani che hanno partecipato al Viaggio della Memoria al camp des Milles, ritroviamo la consapevolezza dei pericoli che minacciano il nostro presente. “…riflettiamo su come riuscì ad attecchire nelle masse e nelle persone comuni il fanatico odio nazista per gli ebrei: da dove derivò tanto odio? Interroghiamoci su quanto ancora oggi proliferino pregiudizi sul diverso, sull’altro, su chi ancora non conosciamo. È ora di decidere se vogliamo essere coscienze assopite e indifferenti o se vogliamo costruire un presente e un futuro in cui l’uomo abbia ritrovato finalmente la propria umanità”.
Dopo la deposizione delle corone italiane e francesi in omaggio alle vittime del campo, il suono del violino costruito dalla Scuola Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari”di Cremona ha conluso la cerimonia con il brano “Courage”, canto dei deportati del camp des Milles. Il violino è stato poi donato alla Fondazione camp des Milles, quale simbolo della resistenza europea, della cultura ebraica e dell’amicizia italo‐francese.

Ilde Bottoli
Referente storico‐didattico del Progetto
Roberta Mozzi
Dirigente scolastico I.I.S. “Torriani”    Scuola capofila