2014-2015

 
 2014 – 2015

TRINCEE DI PACE

DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE

ALLA DEPORTAZIONE

Con il patrocinio e il contributo dei comuni di Cremona, Crema, Soresina;

del cordinamento Enti Locali per la Pace.

In collaborazione con:

  • Istituto Regionale per la storia del movimento di liberazione Trieste
  • Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona
  • Panathlon Cremona

 

 

DALLA RESISTENZA ALLA LIBERAZIONE

dalla resistenza alla liberazione

TRINCEE DI PACE

Viaggio dellaMemoria 2015

21, 22 e 23 aprile

UN PERCORSO DI PACE NELLE TERRE

INSANGUINATE DALLE GUERRE

Dalla prima guerra mondiale ai campi del regime fascista nel  Friuli-Venezia Giulia

GORIZIA – LUBIANA (SLOVENIA)  – GONARS (UD)

 

Martedì 21 aprile

Gorizia – Visita guidata al Museo della Grande Guerra

Nova Gorica – La frontiera scomparsa

Mercoledì 22 aprile

Lubjana – Visita al Museo della storia contemporanea della Slovenia

Visita al Sentiero del ricordo e della fratellanza

Visita della città

Giovedì 23 aprile

Gonars (UD) – Incontro con il sindaco di Gonars e con Alessandra Kersevan, storica del campo di concentramento fascista per civili slavi.

Cerimonia conclusiva  al memoriale jugoslavo delle vittime del campo, presso il cimitero

Deposizione di corone

Saranno presenti i sindaci di Cremona e di Corte de’ Cortesi, in rappresentanza degli Enti Locali per la Pace

Rientro a Cremona

GORIZIA

Museo della Grande Guerra

Il Museo della Grande Guerra si sviluppa nei sotterranei delle cinquecentesche case Dornberg e Tasso in Borgo Castello. Oltre alla ricchezza del materiale raccolto nelle nove sale a disposizione, puesto museo permette anche di provare l’esperienza della trincea con una ricostruzione a grandezza naturale accompagnata dai rumori assordanti della guerra.

 

Gorizia / Nova Gorica – Il confine che non c’è più

Piazza Transalpina divisa a metà durante la Guerra Fredda Scaramucce di confine, su un confine che ormai non esiste più. Con l’entrata della Slovenia prima nell’Ue e poi nell’area Schenghen i valichi tra gorizia e Nova Gorica sono ormai delle vie cittadine (quasi) come le altre: niente più code e controlli dei documenti, il confine si passa per andare a bere un drink o fare la spesa. Ora sembra che nessuno ci faccia più caso. eppure per decenni la piazza è stata uno dei fiori all’occhiello di Nova Gorica: quando nel secondo dopoguerra alcuni quartieri di Gorizia finirono nell’ex Jugoslavia, metà piazza restò oltre confine e la stazione ferroviaria di epoca asburgica diventò uno dei primi edifici del nuovo centro. Il resto? Una manciata di case, la sede del Comune e alcuni grossi condomini sul modello sovietico. Nova Gorica, orfana del centro storico (rimase in Italia), si è sviluppata in fretta. Oggi, a distanza di mezzo secolo, la citta slovena conta poco meno di 32mila abitanti, età media 43,9 anni. Tra i condomini sono spuntati come funghi casinò, night club e pompe di benzina.

LUBIANA

Museo della storia contemporanea della Slovenia

Il museo della storia contemporanea della Slovenia è un museo nazionale, dedicato al patrimonio della storia recente, dall’inizio del sec.XX in poi. Il museo custodisce collezioni di materiale della prima e seconda guerra mondiale, nel periodo del primo dopoguerra, dell’era del socialismo nonchè materiale riguardante la nascita del nuovo stato. Le collezioni comprendono pezzi d’esposizione museali, materiali d’archivio e di biblioteca, opere figurative e fotografiche.

LUBJANA – Capitale della repubblica Slovena

Durante la Seconda guerra mondiale, la città fu occupata e annessa dall’Italia nel 1941. Lubiana e il territorio circostante (bassa Carniola) divennero una provincia italiana della regione Venezia Giulia, di cui Lubiana fu capoluogo con sigla automobilistica LB.

 

Per contrastare gli atti di rivolta compiuti dalla popolazione locale, nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 1942 le autorita militari italiane cinsero con filo spinato e reticolati l’intero perimetro di lubiana, disponendo un ferreo controllo su tutte le entrate e le uscite. Il recinto era lungo ben 41 chilometri.

Furono arrestati 18.708 uomini, di questi 878 furono mandati in campo di concentramento. Fino alla capitolazione dell’Italia, avvenuta l’8 settembre 1943, le autorità militari italiane fucilarono, per rappresaglia, oltre 100 ostaggi. Le fucilazioni furono compiute presso la cava abbandonata Gramozna jama nella periferia di Lubiana. Successivamente arrivarono i tedeschi nel 1943. In seguito alla sconfitta dell’Asse, nel maggio 1945, le truppe tedesche e le milizie nazionaliste slovene si arresero all’armata comunista di Tito. Dopo la seconda guerra mondiale, la città divenne la capitale della Repubblica socialista di Slovenia e integrata alla Jugoslavia fino all’indipendenza avvenuta il 25 giugno 1991. Dal 1991, è la capitale della Slovenia, che ha aderito all’Unione europea nel 2004…